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sabato 10 maggio 2008

Cosmetica: italiani preferiscono la farmacia, +8,5% vendite nel 2007

Quando si tratta di acquistare creme antirughe, idratanti o anticellulite, gli italiani preferiscono la farmacia. Il mercato legato a igiene e bellezza, in questo canale di vendita, è infatti cresciuto dell'8,5% nel 2007 rispetto all'anno precedente, attestandosi a ben 1.337 milioni di euro. Mentre per quanto riguarda profumerie e supermercati, il trend è stato più modesto: rispettivamente +3,3% e +1,1%. A fotografare l'andamento del'universo cosmesi è stato oggi a Roma Lorenzo Brambilla, direttore Consumer Health di Ims, compagnia specializzata in rilevazioni di mercato legate alla salute, durante un incontro organizzato da Unipro (Associazione italiana delle imprese cosmetiche) all'interno di Cosmofarma 2008.

"Nelle farmacie viene venduto il 15% di tutti i cosmetici - ha sottolineato l'esperto - e questo canale di vendita è quello in cui i prezzi sono aumentati di meno, con un +0,4% rispetto al 2006, a confronto con un +1,4% di profumerie e grande distribuzione organizzata". I prodotti che 'tirano' di più in farmacia, complici le invitanti vetrine che sempre più spesso espongono cartelli pubblicitari, sono quelli legati all'igiene del corpo e del cavo orale, che insieme hanno coperto il 36% dei consumi nel triennio 2005-2007, seguiti dai trattamenti per il corpo (17,8%) e per il viso (16,2%). In ordine decrescente vengono poi i prodotti per bambini (9,4%) e quelli per capelli (8,5%), labbra (5,1%) e mani (2,7%). Poco attraenti rossetti e fondotinta per il make-up, per cui le profumerie detengono ancora il record di vendite.

Eppure anche l'apertura di circa 2.028 parafarmacie in Italia, sotto la spinta delle liberalizzazioni della vendita dei farmaci da banco, 'incombe' sul primato delle farmacie quanto alla vendita di cosmetici: se nel 2007 la fetta di mercato conquistata da questi esercizi farmaceutici era del 2,6%, già nel primo trimestre del 2008 questa percentuale è passata al 5,7%, mentre i corner della grande distribuzione organizzata vantano un 1,3% contro l'1,1% del 2007. "La competizione con le parafarmacie non ci spaventa - ha evidenziato Annarosa Racca, neopresidente di Federfarma, l'associazione che riunisce i titolari di farmacie private, rivelando di avere dedicato tutte le cinque vetrine della sua farmacia alla promozione di prodotti cosmetici - anche perché gli ultimi dati di mercato sono probabilmente frutto dell'aumento di questi esercizi negli ultimi mesi. In ogni caso ci daremo da fare per mantenere il primato della farmacia, per essere i primi, per vantare un livello di preparazione alto".

Nel dettaglio, i dati Unipro confermano che nel 2007 sono state vendute in farmacia creme antirughe pari a 127,8 milioni di euro, nutrienti e idratanti per 104 milioni, specialità per il contorno occhi per 33 milioni e dedicate alle impurità delle pelle per 39 milioni. In parte, per le creme antietà questo si può spiegare con il prezzo medio più alto dei prodotti rispetto alla media: 29 euro contro 18. Gli italiani hanno inoltre acquistato 7,3 milioni di confezioni di shampoo e speso 27 milioni per stick protettivi delle labbra e 19 milioni per prodotti dedicati alle mani. Menzione particolare per i solari e gli autoabbronzanti, il cui mercato in farmaci nel 2007 si è attestato a circa 100 milioni di euro.

da:Adnkronos

venerdì 9 maggio 2008

FARMACI DA META' MAGGIO IL PRIMO A MARCHIO COOP, COSTA 2 EURO

Si chiama acido acetilsalicilico e acido ascorbico Coop (ovvero il principio attivo della celebre aspirina unito alla vitamina C), assimilabile a un prodotto di marca molto diffuso quale il 'Vivin C'. A tenerlo a battesimo saranno da metà maggio gli 80 CoopSalute, i corner aperti da Coop in due anni. E' un farmaco da banco vendibile senza ricetta medica, prodotto in Italia, il prezzo di vendita è di 2 euro, "meno della metà degli equivalenti farmaci di marca presenti oggi sul mercato", sottolinea Coop che già chiede al nuovo governo ulteriori passi avanti sulle liberalizzazioni.

E' il primo farmaco a marchio Coop, un'autentica rivoluzione in un settore, quello farmaceutico, molto protetto e appena scalfito dalla liberalizzazione di giugno 2006", secondo la Coop.

Il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari, ha spiegato che "in quei 2 euro c'è anche il nostro margine di utile a dimostrazione che su questo versante si può incidere molto sul prezzo, operando a vantaggio dei consumatori". Un risultato raggiunto, tiene a sottolineare, "dopo un anno di iter burocratico complesso, irto di difficoltà".

La novità - ha detto il presidente di Coop-Ancc Aldo Soldi - è che ai prodotti alimentari aggiungiamo altri prodotti che incidono pesantemente sui bilanci familiari. Non a caso in controtendenza con l'aumento dell'inflazione, proprio i farmaci da banco che sono stati interessati dalle liberalizzazioni hanno subito una diminuzione pari a oltre l'11%. Ora - ha proseguito - con il farmaco a marchio facciamo un altro passo".

Nel 2007, i corner CoopSalute hanno generato su un fatturato complessivo intorno ai 50 milioni di euro, un risparmio per i consumatori di quasi 11 milioni di euro, con uno sconto medio del 18%. Attualmente sono 80 i CoopSalute, dove viene applicato uno sconto medio del 25% e dove l'offerta vede 450 prodotti (20 di farmaci da banco, 100 di omeopatia, 29 veterinari). "Nel 2008 - ha detto Tassinari - contiamo di aprire altri 10 CoopSalute e fare 70 milioni di euro di vendite".

Il nuovo farmaco sarà solo il primo di una serie, spiegano in Coop: "Stiamo già lavorando su altri prodotti come il paracetamolo (un equivalente della tachipirina) e gli integratori alimentari - ha affermato Tassinari - per ottenere le autorizzazioni e il prezzo con cui il primo farmaco Coop viene proposto è la dimostrazione di come si possa produrre a catena un effetto calmierato, così come è avvenuto in altri Paesi dove la liberalizzazione del mercato farmaceutico è più avanzata". Il mondo delle cooperative chiede quindi "al nuovo governo un tavolo di confronto per ampliare le liberalizzazioni fra le diverse parti interessate per l'avvio di una iniziativa legislativa; per rendere accessibili i vantaggi a un numero maggiore di consumatori e per rendere più agevole, pur mantenendo l'indispensabile rigore, l'iter burocratico per la produzione di farmaci da banco generici", ha sottolineato Soldi.

Qualche ipotesi di lavoro la Coop già la mette sul tavolo: la vendita di farmaci generici senza la presenza di un farmacista per ampliare il campo ai punti vendita più piccoli o la possibilità di vendere alcuni farmaci con obbligo di ricetta. ""Dove c'è il farmacista non si vede perché - ha fatto notare Tassinari - non si possano vendere medicine".

da: virgilio notizie

Federconsumatori su farmaci: appello al nuovo governo per completare la liberalizzazione

“Invitiamo il nuovo ministro della Salute a proseguire il percorso, già avviato dal precedente governo, sulle liberalizzazioni dei farmaci”. È l’appello del vice presidente della Federconsumatori, Rita Battaglia. “La validità di questo provvedimento - rileva Battaglia in una nota - è stata dimostrata dal fatto che, nel segmento dei farmaci da banco distribuiti anche nelle parafarmacie e all’interno della grande distribuzione, si è realizzata una riduzione dei prezzi di circa il 20 per cento. Le famiglie hanno così ottenuto, per i farmaci da banco, un risparmio di 20 euro annui”. Tale risparmio, prosegue, “potrebbe aumentare di ulteriori 40 euro annui se avvenisse l’estensione alla vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione anche all’interno delle parafarmacie e della grande distribuzione”.
Secondo Federconsumatori, inoltre, altri temi rilevanti nel settore da affrontare “urgentemente” sono: la promozione e la diffusione dei farmaci equivalenti, che in Italia rappresentano appena il 10 per cento della spesa complessiva dei farmaci mentre in Europa raggiungono oltre il 30 per cento; la messa in produzione dei farmaci monouso e conformi, “coerenti con i tempi previsti per una corretta terapia di guarigione”. Tutto ciò, rileva l’associazione, “eviterebbe inutili sprechi e comporterebbe risparmi che potrebbero arrivare al 25- 30 per cento dell’intera spesa sanitaria nazionale”. Il frutto dell’operazione congiunta, sui farmaci equivalenti e su quelli monodose, conclude Federconsumatori, “comporterebbe un risparmio complessivo di 1,1 miliardi di Euro all’anno, con grande sollievo della spesa pubblica e delle famiglie”.

da: Ansa

mercoledì 7 maggio 2008

FARMACI: ESPERTI, ATTENTI A BIOSIMILARI; NON UGUALI A BIOTECH

Il boom dei farmaci biotecnologici (oltre il 50 per cento delle proteine terapeutiche oggi utilizzate in terapia vengono modificate con l'ingegneria genetica), una vera e propria rivoluzione in medicina partita un quarto di secolo fa, dai tempi dell'insulina ricombinante, porta con se' negli ultimi anni un nuovo fenomeno, quello dei farmaci "biosimilari". Caduti i brevetti su alcune delle prime molecole biologiche, si apre la strada alla sintesi "senza copyright". Seguendo lo stesso principio dei farmaci generici, cioe' la riproduzione della molecola con un prodotto finale a prezzo piu' contenuto, i biosimilari presentano tuttavia problematiche e rischi poco conosciuti. Su questi temi si e' svolto oggi un seminario tenuto dal prof. Francesco Cognetti, direttore dell'oncologia medica A all'Istituto Regina Elena di Roma, e il prof. Francesco Locatelli, past president della Societa' Italiana ed Europea di Nefrologia. Gli esperti sono concordi su un ammonimento: "I biosimilari sono per l'appunto simili, non uguali ai farmaci biotech. Mentre un farmaco ottenuto per sintesi chimica - spiega Cognetti - e' facilmente riproducibile, una molecola biologica, ad esempio un anticorpo monoclonale contro il cancro o l'eritropoietina utilizzata in anemia, e' molto piu' complessa, pesa fino a 1.000 volte di piu' ed e' frutto di un processo di ingegneria genetica sul Dna e di produzione dove bastano piccoli spostamenti per avere effetti diversi".

da: (AGI)

venerdì 2 maggio 2008

LIBERALIZZAZIONI DEL SETTORE FARMACEUTICO TROPPO LENTE

Attualità “Le liberalizzazioni nel settore farmaceutico? Lettera morta nei pensieri di istituzioni e autorità competenti”. Così la Federazione Esercizi Farmaceutici (FEF) prende posizione in merito alle liberalizzazioni nel settore farmaceutico. Tra le molte questioni irrisolte sul tavolo il mancato “switch”, ossia il passaggio di tante specialità medicinali da farmaco con obbligo di ricetta a medicinale di automedicazione. Secondo la FEF, a quasi due anni dall'entrata in vigore delle liberalizzazioni solo cinque o sei molecole di farmaci con obbligo di prescrizione medica sono diventati farmaci di automedicazione o senza obbligo di prescrizione (OTC o SOP). Non solo. Permangono numerose incomprensibili incongruenze tra farmaci con stesso principio attivo e stesso dosaggio (ma di case farmaceutiche diverse) che possono essere acquistati senza ricetta o solo previa prescrizione. In Italia sono soltanto 87 i principi attivi che si possono acquistare senza la prescrizione medica, contro i 117 della Gran Bretagna, i 114 della Germania e i 99 della Francia. La FEF mette in evidenza anche un’altra questione: il 15% dei medicinali che sarebbero sottoposti a prescrizione viene tranquillamente venduto in farmacia, anche nei casi non urgenti, senza presentazione della ricetta. Perché dunque, si domanda la FEF, non togliere la ricetta a questi farmaci riconosciuti come di uso comune consentendo la vendita anche nelle parafarmacie dove pure operano farmacisti laureati e abilitati? La possibilità di acquistare un numero maggiore di farmaci presso le parafarmacie contribuirebbe ad uno sviluppo della concorrenza con la conseguente diminuzione dei prezzi alla vendita. Tra l’altro, un più ampio utilizzo dell’automedicazione, sempre supportato dalla consulenza del farmacista, concorrerebbe ad un sostanzioso risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale grazie al minor ricorso alle visite mediche.

da:IMGPress

domenica 20 aprile 2008

Carrefour incrementa gli spazi del parafarmaceutico

Carrefour incrementa gli spazi del parafarmaceutico


Il gruppo francese ha aperto il 21° corner specializzato in farmaci da banco

Carrefour, l'insegna d'ipermercati più nota in Italia del gruppo francese che fa sempre più gola al re del lusso, Bernard Arnault, e all'immobiliarista americano Tom Barrack di Colony Capital, sta puntando su due servizi extra-core business che ha potuto implementare grazie alla liberalizzazione del ministro uscente delle attività produttive, Pierluigi Bersani: la vendita dei prodotti farmaceutici da banco all'interno degli ipermercati e lo sviluppo del servizio di telefonia mobile con UNOmobile, che Carrefour ha lanciato il 7 giugno del 2007.

L'impegno di Carrefour
Mentre sui primi risultati relativi all'attività di Mvno (operatore mobile virtuale) non ci sono informazioni certe- secondo alcune fonti il gruppo francese dovrebbe aver venduto un numero di Sim compreso tra 100.000 e 150.000 - Carrefour non manca di segnalare con entusiasmo le tappe del suo cammino nell'apertura di corner specializzati nei farmaci Otc-Sop, a testimonianza forse - è una nostra sensazione - del fatto che 50-60 mq dedicati a questi prodotti danno soddisfazioni commerciali più immediate rispetto al lavoro di gestore telefonico, e grane minori dal punto di vista gestionale.

Un prezzo competitivo
Anche nell'ipermercato Carrefour (centro commerciale Shopville Gran Reno in via Marilyn Monroe a Casalecchio di Reno-Bo), sono da poco in vendita i farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione. Il nuovo reparto, inserito all'interno della zona dedicata alla profumeria, si estende su una superficie di vendita di circa 65 mq. Fra prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, salutistici e dermocosmetici, l'offerta si articola in 3.400 referenze, 400 delle quali sono farmaci che assicurano la copertura di tutte le aree terapeutiche e dei più importanti principi attivi. È previsto anche il servizio di misurazione della pressione. In ottemperanza a quanto previsto dalle disposizioni di legge, anche nel corner SOP-OTC di Casalecchio di Reno, i farmaci da banco sono venduti con l'assistenza di farmacisti iscritti all'Ordine. L'orario di vendita coincide con quello dell'ipermercato: 13 ore senza interruzioni permettono di fare i propri acquisti anche negli orari della pausa pranzo o in tarda serata, e nelle domeniche per le quali è autorizzata l'apertura al pubblico. Carrefour garantisce il prezzo più competitivo del bacino di riferimento con sconti fra 20 e 30%, rispetto al prezzo riportato sulla confezione. Ad oggi Carrefour Italia ha aperto 21 “corner della salute”.

Corner poco diffusi al Sud
Allargando la visuale al mercato, si nota che nella distribuzione geografica dei corner dedicati al parafarmaco il Nord Est fa la parte del leone con 24 punti di vendita. Segue il Nord Ovest con 17 e il Centro con 11 unità. Fanalino di coda il Sud Italia, nel quale si registrano solo 5 punti di vendita. Esaminando le vendite per classi di prodotto, si nota che il 20% dei ricavi è generato da prodotti contro il raffreddore, seguiti da articoli per dolori muscolari (11,7%), analgesici generali (10,8%), rimedi per la tosse (8,4%), probiotici (6,5%). Il confronto con la farmacia non evidenzia differenze sostanzial

da:il sole 24ore

sabato 12 aprile 2008

AIFA, SPESA 2007 SOTTO IL 16% "RISPETTATO TETTO"


(AGI) - Roma - La spesa farmaceutica nell'anno 2007 si mantenuta al di sotto del tetto di spesa del 16% (15,98%) con una differenza di -15 milioni di euro rispetto quello programmato. A spiegarlo, in un comunicato, e' l'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, che aggiunge: "In questo modo l'Aifa rispetta il mandato e la missione del Parlamento e della Conferenza Stato Regioni di assicurare l'equilibrio economico della spesa farmaceutica". In particolare nel 2007 la spesa farmaceutica convenzionata netta risulta pari a 11.493 milioni di euro, evidenziando una riduzione rispetto all'anno precedente pari a -6,8%. Nello stesso periodo le ricette sono aumentate del +4,3 mentre la spesa lorda e' diminuita del - 5,4%. La spesa farmaceutica non convenzionata si e' attestata a 4.371 milioni di Euro, pari al 4,6% del Fondo Sanitario Nazionale, equivalente ad uno scostamento assoluto, rispetto al tetto di spesa programmato del 3%, pari a + 1.490 milioni di Euro. Cosi', senza i disavanzi del passato, e' possibile applicare da parte dell'AIFA il nuovo sistema dei prezzi e di regolazione del mercato, che e' stato approvato all'unanimita' dal Parlamento con la legge 222 del dicembre 2007. Su tali basi verra' garantita la stabilita' del settore farmaceutico nel prossimo triennio e la pianificazione industriale senza ulteriori tagli di prezzi; assicurato l'accesso ai farmaci innovativi attraverso il fondo per l'innovazione pari al 20% delle risorse incrementali previste per il 2008; promosso lo sviluppo del mercato dei medicinali generici-equivalenti per garantire l'accesso ai farmaci innovativi e dare nuove opportunita' terapeutiche ai cittadini italiani; favorito lo sviluppo di una politica farmaceutica che sappia combinare allo stesso tempo la compatibilita' economica e l'innovazione. In tale contesto sara' anche possibile sviluppare un progetto nazionale sui farmaci orfani e le malattie rare per dare al mercato farmaceutico un obiettivo etico-sociale, come parte integrante dello sviluppo del sistema. da: (AGI)

martedì 8 aprile 2008

DOPO BERSANI AUMENTO PUNTI VENDITA FARMACI DA BANCO

Il processo di liberalizzazione avviato dal Ministro Bersani ha portato all'apertura di oltre 2.223 punti vendita di farmaci da banco e anche ad un aumento di iscrizioni alla facolt� di farmacia. E' quanto ha affermato Antonio Lirosi, il garante per la sorveglianza dei prezzi, dopo un incontro tenutosi per verificare l'andamento dei prezzi relativi ai latti per l'infanzia.

Secondo Lirosi �gli esercizi commerciali aperti per la vendita di medicinali da banco, a seguito delle normative di liberalizzazione con la legge 248/2006, sono 2.223. Di questi nuovi punti vendita, 1.862 sono parafarmacie, 132 medie strutture di vendita come i minimarket e 229 punti vendita in grandi strutture commerciali''. La Sicilia � stata la regione nella quale si sono aperti un maggior numero di esercizi (276), Lombardia (206), Campania (190) e Piemonte (187).

''Grazie al processo di liberalizzazione - ha commentato Lirosi - si � cio� favorita l'imprenditoria ed anche l' occupazione tra i giovani laureati''. Un altro dato positivo, anche connesso a questa maggiore apertura del mercato del lavoro, ha detto il garante, � infatti ''l'aumento di circa il 23%, registrato nell'ultimo anno, degli iscritti alla Facolt� di Farmacia''. Questi dati, ''dimostrano, complessivamente, l'effetto positivo del processo di liberalizzazione''.
Fonte: b2b.farmacia.it

 

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